Posts Tagged ‘Mario Monti’

i libri degli altri

ottobre 8, 2016

monco

Tempo fa proposi a un giornale un’inchiesta sulla cultura della nostra classe dirigente. Volevo intervistare politici, imprenditori e sindacalisti sulle loro letture preferite, pensavo che conoscere quali interessi culturali coltivassero nel tempo libero ci permettesse di capire meglio la loro personalità e di misurare il loro spessore intellettuale. Lo spunto mi venne scoprendo che Mario Monti era un fan dello scrittore brasiliano Paulo Coelho, tanto da avergli espresso grande stima e riconoscenza su twitter, sostenendo che i suoi “romanzi aiutano a capire meglio il nostro animo”. La proposta non fu accolta, perché come al solito piaceva solo a me, ma l’idea che i libri amati dicano molto di noi, soprattutto quelli che si leggono per diletto, m’è rimasta, e questo vale anche per i personaggi del passato. Quanto mi sarebbe piaciuto sapere, per esempio, di che parlavano i dodici libri che Caravaggio aveva nella sua casa romana di vicolo di San Biagio. Purtroppo l’ufficiale giudiziario che stese l’inventario dei beni confiscati ne riportò solo la quantità, non proprio ragguardevole, ma è pur vero che in un’occasione simile la scoperta dei titoli risultò abbastanza deludente. Parlo di Gian Lorenzo Bernini, che era un assiduo frequentatore della ricca biblioteca di don Orazio Morandi, l’abate del monastero di Santa Prassede. Nel catalogo dei prestiti, un quadernetto rilegato giunto a noi quasi per miracolo, lui sembrava interessato in particolare a testi classici e di mitologia, come Le Metamorfosi di Ovidio, e pensando a opere come l’Apollo e Dafne o il ratto di Proserpina si capisce che erano soprattutto letture di lavoro, più che di di svago.

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La stanza dei joystick

giugno 1, 2015

renzi-playstationQuesta foto suggella un fallimento, il fallimento di quelli che oggi hanno circa 50 anni. Quando pubblicai il mio primo romanzo ne avevo 48 ed era il 2011. Il governo lo presiedeva Berlusconi, i potenti che conoscevo erano suoi coetanei. Fui invitato a una trasmissione televisiva sulla lingua italiana, e mi presentarono come “un giovane scrittore”. Era un finto complimento, un complimento consolatorio. Il giovane voleva tranquillizzare, come a dire: aspetta, non aver fretta, è ancora presto ma verrà il tuo momento. Non era vero. Dopo i settanta-ottantenni sono arrivati al potere i trenta-quarantenni, una generazione intera, la mia, è stata saltata. Ora comandano questi qui, che nella stanza dei bottoni hanno messo i joystick della playstation, una roba che associo al figlio dodicenne della mia compagna. Vederli con in mano quell’aggeggio e lo sguardo calamitato dallo schermo me li fa sentire estranei quanto una foto con Mario Monti e la Fornero che giocano a burraco.