Posts Tagged ‘Massimo Gramellini’

un due tre

giugno 8, 2018

elsa e antonella

Ho fatto un incubo spaventoso (così, per far dispetto a Gramellini). Ho sognato il mio nome. Non era più una cosa a sé stante, che si stagliava isolata, autonoma, autosufficiente, come quando mi ci specchiavo beato in calce agli articoli di giornale che scrivevo. No, dovunque lo leggessi ora stava insieme a un altro. Giravano sempre appaiati, come Stanlio e Ollio. Sul campanello, sulla cassetta della posta, sui biglietti di invito alle feste. Anche le persone lo nominavano sempre insieme all’altro. Dicevano è da tanto che non vedo Sergio e X, mi mancano Sergio e X, quanto sono simpatici (o quanto sono stronzi) Sergio e X. Persino essere simpatico o stronzo non dipendeva più da me. Mi sono svegliato con l’ansia e ho pensato. Cazzo, il due è il numero perfetto, il numero del perfetto equilibrio, della compiutezza, della stabilità, della fine del movimento, della stasi, della morte. Alla fine mi sono liberato di un po’ di sensi di colpa, per tutte le volte in cui ho diviso il due in unità o l’ho trasformato in un tre. Pensavo di avere danneggiato qualcuna, invece l’avevo salvata.

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la personalità ombra dell’autore

settembre 30, 2013

unita

10 Margaret Mazzantini

novembre 20, 2011

Questa è la terza pagina di Tuttolibri, l’inserto letterario del quotidiano La Stampa uscito ieri. E’ quella dedicata alla narrativa italiana, ed era interamente occupata da Einaudi, nel senso che ospitava le recensioni di due libri della casa editrice torinese: La valle delle donne lupo di Laura Pariani, firmata da Lorenzo Mondo, e Mare al mattino di Margaret Mazzantini, firmata da Bruno Quaranta. Inoltre, a pié di pagina, la pubblicità del romanzo di Margaret Mazzantini. Tra la recensione di Quaranta e la pubblicità ho contato dieci volte nome e cognome della moglie di Castellitto. Specifico: nome e cognome associati, non solo il cognome; che il marchio va posto bene in evidenza,  se no la gente si scorda cosa deve comprare. Citazioni equamente divise: 5 la recensione e 5 la pubblicità, così da ribadire l’indistinzione fra l’una e l’altra. Poi ci si chiede perché da noi la critica letteraria è così screditata. Chissà che ne direbbe Gramellini.