Posts Tagged ‘Michelangelo Buonarroti’

il capolavoro istiga alla violenza

aprile 17, 2017

pietà

Il 10/3/1914 una suffragetta di nome Mary Richardson entrò alla National Gallery con un coltello in tasca e sfregiò la Venere allo specchio di Velasquez. Nel 1956 il boliviano Hugo Unzaga Villegas al Louvre prese a sassate la Gioconda. Il Cenacolo di Milano fu preso a fucilate dai soldati napoleonici. Il 21/5/1972 la Pietà di Michelangelo fu presa a martellate da un geologo australiano di origini ungheresi.

la lista della spesa

maggio 26, 2016

mich

Questa lista della spesa fu scritta da Michelangelo Buonarroti per Francesco di Bernardino Amadori, detto l’Urbino, il suo garzone analfabeta, per questo ogni parola è accompagnata da un disegno illustrativo. Nell’abitazione romana di Macel de’ Corvi, dove Michelangelo visse per mezzo secolo fino alla propria morte, solo lui gli fece sempre compagnia. Dal 1530 al 1555 Francesco lo servì fedelmente, aiutandolo in casa come domestico e assistendolo sui ponteggi della Cappella Sistina mentre dipingeva il Giudizio Universale. Michelangelo, scorbutico e intrattabile con tanti, lo ricambiò di un affetto struggente, come testimoniano le parole commosse che gli dedicò in diverse lettere, oltre al fatto che fece da padrino e tutore ai suoi due figli quando Francesco morì prematuramente. Oggi la casa di Macel de’ Corvi non esiste più, fu demolita nel 1902 assieme a tanti altri edifici del quartiere per far posto al colossale obbrobrio del Vittoriano. Una targa posta dalle Assicurazioni Generali ricorda il punto esatto in cui si trovava, un angolo di piazza Madonna di Loreto, una specie di rientranza a lato di piazza Venezia. Nel Rinascimento quella era una zona popolare e maleodorante, usata da molti abitanti come discarica e latrina pubblica (difatti Michelangelo se ne lamentava spesso), e la stessa casa, sebbene gli fosse stata donata dagli eredi di papa Giulio II, era abbastanza modesta, composta da due camere da letto, la bottega a piano terra, un tinello e la cantina, più una loggia, la stalla e l’orto. Eppure che peccato non poterla visitare, non poter sostare fra quelle stanze dove lui creò e visse rinchiuso « come la midolla da la sua scorza».