Posts Tagged ‘Picasso’

Tre volte Dora

aprile 30, 2017

treppe kafka

Se avessi avuto una figlia l’avrei chiamata Dora. Mi piace, è un nome semplice e pulito che ricorre spesso nella mia vita. Una volta ci provammo seriamente ad avere un figlio, io e la mia fidanzata, alla fine del 2002. Avevamo appena comprato una casa con una camera in più, stavamo insieme da tempo e presto avrei compiuto quarant’anni. Era insomma il momento giusto, ma nonostante gli sforzi non venne, e dopo un po’ scoprii che lei insisteva perché in realtà sperava che un figlio le impedisse di scappare ancora, dato che dopo tre anni con un uomo sentiva il bisogno di mollare tutto e cominciare una nuova vita altrove, cambiando compagno, nome, città. (more…)

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trovarsi

aprile 3, 2017
giraf

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A fine gennaio “mi trovavo” a Parigi per una piccola vacanza, e lì vidi una bella mostra che metteva in parallelo Giacometti e Picasso. Pur con la notevole differenza di età e di formazione artistica che li divideva, i due si stimarono e frequentarono a lungo influenzandosi a vicenda, non solo dallo spagnolo allo svizzero come sarebbe lecito aspettarsi, e l’accostamento delle loro opere lo rende chiaro anche a un visitatore non particolarmente esperto. Spero che in futuro vedremo sempre più spesso questo tipo di esposizioni binarie, che  hanno il pregio di evidenziare prestiti, citazioni e parentele anche lontane, come successe con Caravaggio e Bacon alla Galleria Borghese qualche anno fa. In ogni caso, mentre ero lì che ammiravo le creazioni di Giacometti, dalle ingenue imitazioni picassiane alle più elaborate sciarade surrealiste, mi è tornato in mente un appunto trascritto da Cioran sui suoi Quaderni negli anni 60, subito dopo aver visitato una mostra parigina dello svizzero, in cui il pensatore rumeno dice: “Giacometti è grande quando si trova, cioè quando giraffizza“. Poche parole fondamentali che in fondo valgono per chiunque, che si faccia arte o meno, perché per chiunque l’importante è trovarsi, capire ciò che si è. Solo allora si è grandi per davvero. E come è evidente, poi, agli altri e a te stesso, che ti sei trovato, che tu sei quello lì e che il te stesso di prima indossava una maschera ridicola pensando di stare benissimo.

sedimenti

febbraio 20, 2017

fitzroy_road_london_-_sylvia_plath_-_w-b-_yeats

Questo è il 23 di Fitzroy road a Londra. Qui Sylvia Plath si uccise l’11 febbraio 1963. Qualche anno prima, in quella stessa abitazione, aveva vissuto William Butler Yeats. Mi incuriosiscono questi cortocircuiti, queste vite eccezionali che si sedimentano fra le stesse mura, come palazzo Bellavite a Venezia, dove vissero il licenzioso Giorgio Baffo e poi il cattolicissimo Alessandro Manzoni; o la casa parigina di rue Lepic 98 (il cui interno ora dà su rue d’Orchampt) dove Céline scrisse il Viaggio al termine della notte nel 1929, e dove mezzo secolo dopo si uccise la cantante Dalida, o quell’altra al 7 di rue des Grand Augustins, dove Picasso aveva il suo atelier e Balzac ambienta Il capolavoro sconosciuto; o il palazzo al 340 di Riverside Drive a New York, dove negli anni 70 viveva Susan Sontag mentre scriveva il suo celebre saggio Sulla fotografia, e vent’anni prima viveva Vivian Maier che faceva la tata a una bambina dai capelli scuri;Picasso_balzaco come quella di Trieste che appartenne sia a Saba che a Joyce (ma in ordine inverso), o quella fiorentina all’angolo tra via Giuseppe Giusti e via Gino Capponi, fatta costruire da Andrea del Sarto e dove vissero Federico Zuccari e Tommaso Landolfi; o quella romana di piazza delle Coppelle 48, che fu di Giorgio Manganelli e poi di Giorgio Agamben.

il taccuino di Giacometti

febbraio 18, 2017

taccuino

La quotidianità eccezionale di un genio. Mercoledì telefonare a Picasso. Brassai. Dalì. Rifare testa. Photographia della favola del Minotauro. (dalla mostra Picasso-Giacometti a Parigi)