Posts Tagged ‘Robert De Niro’

Show and Tell

dicembre 12, 2017

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Questo è un fotogramma di Taxi Driver, tratto dalla scena in cui Travis entra allo Show & Tell, un teatrino di peep show a Manhattan dalle parti della malfamata (a quei tempi) Hell’s Kitchen, precisamente al 737 dell’ottava avenue (fra la 46esima e la 47esima). Oggi quel locale non c’è più, hanno demolito l’intero isolato, e tutta la zona è praticamente irriconoscibile rispetto a com’era nel 1976, quando Martin Scorsese girò il suo capolavoro. Peccato, perché qui Robert De Niro conobbe la sua prima moglie, l’attrice Diahnne Abbot, che faceva una piccola comparsata come stand girl del locale. Il loro matrimonio durò dodici anni ed ebbero un figlio, Raphael,raphche prese il nome dall’albergo romano (quello delle monetine di Craxi) in cui fu concepito poco dopo la fine delle riprese. Show & Tell, mostra e racconta, rammenta in parte la regola aurea della scrittura in America da Carver in poi, che invita a non spiegare nulla al lettore ma a fargli intuire il senso del racconto (o il carattere di un personaggio) dal semplice sviluppo dell’azione. Che poi, l’unica intuizione lecita di ogni storia è che il grande motore delle storie è proprio l’illusione che esista un obiettivo, o una finalità, mentre le storie hanno un corso ma non un senso. Ecco, io in quel punto della città,lottooggi transennato da manifesti pubblicitari in attesa che venga su l’ennesimo glass and steel building, avrei messo un cartello con scritto “qui sorgeva…”, per raccontare il corso di una storia che ha emozionato tante persone e per restituire una traccia del suo passato a questa città senza memoria. Una storia fatta di affreschi di un’epoca lontana e di piccoli sentimenti privati, di luoghi scomparsi e di amori finiti, ma che qualcosa di importante e duraturo ha lasciato lo stesso.

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il movimento senza palla

febbraio 11, 2017

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Il movimento senza palla dei personaggi di un romanzo è fondamentale. In quelle costruzioni a dittico in cui si narrano due vite che scorrono parallele per incontrarsi solo alla fine (tanti Houellebecq per esempio, o l’ultimo Scarpa), e in cui si procede per ellissi e salti temporali, per episodi salienti avvenuti a distanza di anni uno dall’altro, bisogna saper gestire e far intuire con poche battute anche i movimenti dei personaggi non ripresi dal narratore (tipo Noodles che alla domanda: “Che hai fatto in tutto questo tempo?”, risponde: “Sono andato a letto presto“).

che fine hanno fatto

novembre 11, 2016

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Questa è la foto di una reunion storica: i protagonisti di Taxi driver, attori e regista, che si ritrovano 40 anni dopo aver girato il film durante l’edizione di quest’anno del Tribeca Film Festival. Per me quel film fu un Rubicone esistenziale, persi l’innocenza vedendolo. Ricordo tutto di quel giorno del ’76, come per gli eventi epocali (il rapimento di Moro, l’11 settembre). Ero con due amici, Luca e Paolo, con i quali mi sento ancora oggi. Lo vedemmo al cinema Tiffany di corso Buenos Aires a Milano spacciandoci per quattordicenni, dato che era vietato, ed io uscii follemente innamorato di Cybill, anziché di Jodie, che aveva un’età simile alla mia. Cercai di sapere tutto di lei, e allora non era semplice come oggi, che con un click del mouse puoi conoscere vita morte e miracoli di chiunque, bisognava improvvisare al momento, cercare fra le riviste del settore o chiedere a qualche esperto. A rivederli oggi sembra che l’unica promessa mancata, o perlomeno il personaggio che dopo quella parte non brillò più tanto, sia proprio la star più luminosa di allora: Cybill Shepherd, la Betsy che Travis vede per la prima volta all’angolo fra la 63esima e Broadway il 24 giugno, mentre entra nel comitato elettorale del candidato Palantine vestita di bianco come un angelo biondo intoccabile.