Posts Tagged ‘Roberto Bolaño’

castelli in Spagna

marzo 19, 2017

tempesta east coast

Non lo sapevo. L’ho scoperto a cinquant’anni, leggendo un libro su Baudelaire. “Castelli in Spagna” è un modo di dire comune in francese, e pure antico, infatti risale al Roman de la rose. Un po’ l’equivalente del nostro “castelli in aria”.

Chissà perché proprio in Spagna, come se non potessero esistere dei castelli lì. Ad ogni modo l’espressione “castelli in Spagna” per i francesi allude ai progetti chimerici, e quando lo lessi mi suonò una campanella, come se all’improvviso qualcosa andasse a posto da solo, s’incastrasse alla perfezione con un altro pezzo spaiato che avevo accantonato tempo addietro. (more…)

Le stelle cadenti che nessuno guarda

settembre 24, 2016

bola

Bisogna immaginarsi Roberto Bolaño felice, nonostante la povertà, l’anonimato, la solitudine. Lui stesso ci invita a farlo, quando ricorda che da giovane visse “esposto alle intemperie e senza permesso di soggiorno come altri vivevano in un castello”. Eppure fu ignorato per tanto tempo, durante il suo esilio catalano, e fece i mestieri più umili, come il lavapiatti e il vigilante notturno del camping Estrella de mar a Castelldefels.                 Anch’io trascorrevo l’estate a Castelldefels in quegli anni, e infatti lì nacque mio fratello il 9 agosto 1965. Ci passavo le ferie coi miei, in una bella villa sul mare che in Italia non ci saremmo potuti permettere. La Spagna era molto conveniente, e agli occhi dei parenti catalani eravamo come gli zii d’America, ricchi e liberi, tanto che un giorno mio nonno José si commosse vedendo sul Corriere la pubblicità elettorale del PCI col simbolo della falce e martello in grande evidenza. Da loro una cosa del genere era impensabile, si andava in galera anche solo a disegnarlo su un quaderno. (more…)

Agosto 1977, Castelldefels

maggio 2, 2012

Nello stesso momento, l’estate del 1977, siamo stati vicinissimi. A Castelldefels, un paesino di 40.000 abitanti poco più a sud di Barcellona, sulla costa. Forse ci siamo incrociati per strada, fra i tanti turisti accaldati. Lui aveva 24 anni, e da giugno a settembre lavorava come vigilante notturno al camping Estrella de Mar; io ero un adolescente di 10 anni più giovane, e ad agosto passavo le vacanze in una villetta vicina con la famiglia. In vacanza lì ci andava pure qualche campeggiatore straniero, pischelli col mito del rock e di Kerouac, che lui osservava con severità dalla sua specola remotissima di esule. (more…)

Riconoscimenti

aprile 9, 2012

‎”Sono sempre stato di sinistra e non sarei certo passato alla destra solo perché non mi piacevano i chierici comunisti, così diventai trotzkista. Il problema è che anche dopo, quando mi ritrovai fra i trotzkisti, non mi piaceva l’unanimità clericale dei trotzkisti e finii per diventare anarchico. Ero l’unico anarchico che conoscevo, grazie a Dio, perché in caso contrario avrei smesso di essere anarchico. L’unanimità mi fa incazzare. Quando vedo che tutti sono d’accordo su qualcosa, quando vedo che tutti lanciano in coro un anatema contro qualcosa, sento un non so che a fior di pelle che dà il rigetto. Probabilmente sono traumi infantili, non è una cosa di cui vado orgoglioso”