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gli ossimori della domenica

ottobre 25, 2016

genius

Il pazzo è colui che ha perso tutto fuorché la ragione“. Con questa sentenza di G. K. Chesterton, pronunciata da Antonio Monda, si è concluso l’altra domenica l’incontro con Jovanotti alla Festa del Cinema di Roma, un incontro affollatissimo e per molti versi sorprendente, durante il quale Lorenzo si è raccontato attraverso quindici spezzoni di film celebri. Alcuni erano “generazionali”, come La febbre del sabato sera e Taxi driver, che rappresentarono anche per me e per molti coetanei dei piccoli spartiacque. Quello con John Travolta per esempio fu il primo film che vidi in coppia, mentre quello di Martin Scorsese lo guardai estasiato con due compagni di scuola, e ci sentimmo molto adulti e turbati di fronte alle scene crude di violenza e alle atmosfere torbide del mondo della prostituzione. Ma anche i film con Bud Spencer e Terence Hill, che non avrei inserito nella mia top fifteen, segnarono la mia adolescenza e li guardai con grande gioia, spesso identificando il mio babbo con quel gigante buono e forzuto, dato che entrambi erano degli omoni all’apparenza invincibili, esattamente come successe a Jovanotti con suo padre. Poi sia io che lui cerchiamo di trasmettere questa passione ai nostri figliocci, i quali hanno avuto delle reazioni simili di fronte a film da noi molto amati, a volte negative, come per i Blues brothers, evidentemente ai loro occhi datati, e a volte positive, come nel caso di Stand by me. Insomma, l’incontro è stato molto piacevole, primo perché la formula della proiezione dello spezzone seguito dal commento era azzeccata e non annoiava, nonostante sia durata ben due ore, e poi perché Lorenzo è un affabulatore nato e non si è spacciato per un cinefilo, pur dimostrando gusti non banali (vedi l’Andrej Rublev di Tarkovskij) e sapendoli spiegare anche con notazioni tecniche. La parte migliore dell’incontro resta comunque quella legata ai fatti di vita, i film vissuti più che spiegati. In questo senso la proiezione dell’ultima scena, quella di Amarcord in cui lo zio pazzo interpretato da Ciccio Ingrassia sale sull’albero e urla “voglio una donna!”, ha commosso tutto il pubblico perché Lorenzo l’ha messa in parallelo con la storia di una sua zia affetta dalla sindrome di Down, che proprio per le sue apparenti stramberie fu “una presenza che arricchì la vita” della sua famiglia. (more…)