come un abbraccio

ottobre 22, 2018

enricotesta

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La sua eleganza mattutina

ottobre 21, 2018

Mammiferi

ottobre 17, 2018

lett6

Le cose che amo di più fare: leggere, oziare, stare con le mie bestiole.

Nessun incidente

ottobre 16, 2018

ebre

Game di una volta

ottobre 15, 2018

FB_IMG_1539428135682Da piccolo ogni tanto facevo un gioco da solo. A un certo punto mi fermavo a fissare attentamente un oggetto, un angolo di strada, un dettaglio qualsiasi, meglio se banale e scontato come una piccola crepa nel muro, la fuga di una mattonella del marciapiede, il riflesso di una casa in una pozzanghera, oppure mi mettevo ad ascoltare con attenzione una musica, ad annusare qualcosa, e mi concentravo, chiudevo gli occhi e pensavo: chissà se da grande mi ricorderò di questo momento. Era una specie di scommessa, o forse uno scongiuro. Una sera in autostrada, seduto nell’Alfa di mio padre, guardavo il paesaggio padano che fuggiva rapido alle mie spalle. Eravamo sull’A1 all’altezza di Parma, di ritorno dalle vacanze al mare, e d’un tratto notai una lunga striscia nera che culminava con la scritta “SCIC”. 
scic
Trattenni il fiato e contai i secondi che impiegammo a percorrere tutto quel nastro nero in parallelo alla strada, e quel giorno mi diedi un termine preciso. Pensai: chissà se a cinquant’anni – come se cinquant’anni fosse l’età più lontana e improbabile del mondo, qualcosa ai limite dell’immaginabile, quando mi vedevo vecchio e ormai prossimo alla fine – dicevo, chissà se a cinquant’anni mi ricorderò di questo momento. Beh, ad agosto, con pochi anni di ritardo, sono ripassato da lì e mi sono ricordato di quella lontana scommessa, ho rivisto il nastro nero e ho smesso di respirare fino alla comparsa della scritta. Ebbene, con sollievo e con amarezza ho scoperto che quell’istante interminabile non era cambiato in niente, come se mi avesse aspettato per tutti questi anni.

ordine e forma

ottobre 14, 2018

baci

“E’ nella natura umana cercare di imporre un ordine e una forma alle cose più provocatoriamente caotiche e amorfe della vita. Alcuni di noi per farlo inventano leggi, o disegnano linee sulla strada, o mettono dighe ai fiumi o isolano isotopi o migliorano la qualità dei reggiseni. Altri fanno la guerra. Altri ancora scrivono libri.”

(Asimmetria, Lisa Halliday)

la piantina in cucina

ottobre 13, 2018

IMG_20181014_210834La piantina in cucina mi ama così come sono. Sa che non ho il pollice verde e che l’unica cosa che mi riesce veramente è l’amatriciana, ma lei resiste, è tosta, non fa drammi, nessuno stelo piegato, nessun petalo ingiallito. E infatti cresce, cresce da tre anni senza sosta sempre più verde e rigogliosa nonostante la mia disattenzione. In cambio però ogni tanto l’accarezzo e le dico: ”come sei bella, guardati, te l’ha mai detto nessuno che sei una meraviglia?” Lei fa finta di niente, continua a crescere bella e silenziosa. Poi qualche volta mi ricordo che guardarla con amore non basta, non basta la tenerezza, i complimenti, l’affetto, ci vuole anche la cura, così le prendo da bere e mentre lo faccio cerco di farmi perdonare: “amore scusa, ho un caratteraccio lo so, ti trascuro, ma senti qua che bel drink ti ho preparato”. E mentre le verso l’acqua sento proprio il gluglu della terra quando non vede l’ora e sono contento.

La mia passione per Leopardi

ottobre 12, 2018

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Letteratura Eatalyana

ottobre 11, 2018

oceano

Il curioso

ottobre 10, 2018

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Avevo sette anni quando cominciai a scrivere un giornalino che s’intitolava “Il Curioso”. Era un semplice foglio a quadretti di quattro facciate strappato dalle graffette al centro di un quaderno. Ci scrivevo sopra a biro, all’inizio notizie della scuola, della mia attività, i giochi, le gare di atletica con gli amici, i voti. Il font del titolo era quello del settimanale “Il Monello”, con le lettere grosse e gonfie. Lo portai avanti fino alle medie assieme a un amico, che ne corserva ancora gelosamente i primi numeri. A quel tempo era scritto a macchina e avevo pure qualche collaboratore saltuario (free lance) come mio cugino, che scriveva di musica e di cui m’è rimasto impresso chissà perché un articolo su Crocodile rock di Elton John, mentre io azzardavo addirittura analisi politiche sul terrorismo, recensioni, pezzi di costume, tutti con toni da vecchio saggio ed equilibrato, oggi si direbbe moderato. “Il Curioso” lo spedivo in abbonamento a quattro zii rassegnati che all’inizio pagavano in francobolli a Natale, poi addirittura con soldi. A volte penso che non son cambiato molto da quei giorni lontani. La curiosità resta ancora oggi la qualità che cerco di più nelle persone, e pure il mio tratto distintivo. Le mazzate della vita mi hanno tolto tante cose, come la progettualità, la fiducia in me stesso, ma non mi hanno spento il desiderio di saperne di più sulle cose e sulle persone.