protesi

aprile 2, 2020

FB_IMG_1585824272394Non partecipo quasi mai ai dibattiti sui social, perché non sono mai un discorso sull’oggetto, che sia un film, un libro o una disposizione del governo, ma un’occasione di protesta identitaria, in funzione della quale l’oggetto non si dà più come oggetto, bensì come estensione rappresentativa di sé stessi, protesi narcisistica. Non serve a niente invocare argomentazioni sempre più onerose all’interno di dinamiche che tendono per loro natura ad escluderle. Sarebbe come pretendere che Luisa si disamori di Mario se le dimostro che è un imbecille. L’investimento personale produce sempre resistenze e dunque risposte emotive, come tali refrattarie a qualunque argomento razionale. Che è poi la ragione per cui di solito, anche dopo una miriade di repliche e interventi, ciascuno rimane sostanzialmente della propria idea.

senza

aprile 1, 2020

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Mi colpì molto la notizia che nei giorni successivi al furto della Gioconda ad opera di Vincenzo Peruggia (il 21/8/1911), il Louvre registrò un boom di visitatori, tutti accorrevano per guardare lo spazio vuoto lasciato dal quadro, come per vedere se senza quel capolavoro tutto il resto aveva ancora senso.

Cristina

marzo 21, 2020

 

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Ma che donna bella è Cristina Comencini? Ho visto questa sua foto in un articolo di Liberation che secondo me riassume perfettamente il motivo del suo fascino. La Comencini è quel tipo di donna che meno provoca, meno ammicca, meno centimetri di pelle esibisce, e più suscita desiderio e interesse. Mi ricorda quello che diceva Francesco De Sanctis, nel suo saggio su Schopenhauer e Leopardi, quando notava che il pessimismo leopardiano produce l’effetto contrario a quello che si propone: «Non crede al progresso, e te lo fa desiderare; non crede alla libertà, e te la fa amare. Chiama illusioni l’amore, la gloria, la virtù, e te ne accende in petto un desiderio inesausto».

Restare a casa

marzo 20, 2020

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Un angelo caduto dal cielo

marzo 17, 2020

Capucine

Un sabato di trent’anni fa, questo angelo si tolse la vita buttandosi dalla finestra all’ottavo piano di casa sua a Losanna, al 6 di chemin de Primerose, un appartamento in cui aveva vissuto anche Yul Brinner. Era la modella e attrice Capucine, al secolo Germaine Hélène Irène Lefebvre. Aveva sessantadue anni e soffriva di depressione. Lasciò la sua eredità ai suoi tre gatti.

Vedutisti e visionari

marzo 14, 2020

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“Non veduta ma visione, non panorama dal terrazzo delle due dame ma proiezione allegorica dei loro pensieri”.

L’anno in cui il mondo si fermò

marzo 6, 2020

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Amor vacui

marzo 4, 2020

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non lasciate vuoto quel silenzio!”

(Riccardo Muti ai giovani orchestrali della Scala che provano la Traviata)

sotto il cielo silente

marzo 3, 2020

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Camminare all’aperto, di notte, sotto il cielo silente, lungo un corso d’acqua che scorre quieto, è sempre una cosa piena di mistero, e sommuove gli abissi dell’animo.
(Hermann Hesse)
(opera di Edvard MunchNight in Saint-Cloud-1890)

Quel che resta del giorno

marzo 2, 2020

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Ave Maria a trasbordo,  Giovanni Segantini, Sankt Moritz, Segantini Museum
Questo dipinto fu realizzato in due versioni, e questa risale al 1886. Il trasbordo è quello della famiglia dei pastori, padre, madre e figlioletto, che nella piccola imbarcazione trasportano un gregge di pecore da una riva all’altra del lago. “Ave Maria” fa riferimento al momento della giornata: l’Ave Maria è quella suonata, alle sei del pomeriggio, dal campanile del paesello che si vede in lontananza sulla sponda del lago.