L’astronave

luglio 6, 2020

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Conservavo da tempo questa foto di me a due anni, tenuto per mano da mia zia Felipa assieme a mio fratello Davide. A occhio e croce siamo intorno al ’65, forse nell’unica volta in cui la sorella di mia madre lasciò la Spagna e venne a trovarci, in un posto che pensavo fosse una torre di controllo di aeroporto. IMG_20200630_142108Ora invece scopro, nel momento in cui lo stanno per demolire (l’autogrill sotto i tre archi) e i giornali ne parlano con nostalgia, che quella ardita struttura sullo sfondo appartiene a una famosa area di servizio, la Villoresi Ovest sull’autostrada Milano-Varese all’altezza di Lainate. È un luogo simbolo, costruito nel ’58 dall’architetto Angelo Bianchetti con una forma futuristica – non a caso il bar fu chiamato l’astronave – che finì in copertina sulla rivista americana Time perché voleva rappresentare la fiducia nell’avvenire, l’annuncio del boom economico che avrebbe modernizzato il paese e reso tutti noi ricchi e felici.

Il genio di Raffaello

giugno 29, 2020

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Coerentemente con l’anniversario – il cinquecentenario della morte – la mostra su Raffaello alle Scuderie del Quirinale parte dalla fine. Il centro focale è la sua morte, i solenni funerali di Stato descritti con ammirazione dal Vasari a decenni di distanza, e tutta la parabola umana e artistica del genio urbinate prende avvio dal suo termine, come una formidabile carrellata a ritroso, un lungo flashback che giunge infine agli esordi, all’alunnato presso il padre Giovanni rappresentato dal disegno di un volto e di una mano.

Insomma, se non vi disturba lo spoiler e l’obbligo d’indossare la mascherina e di sostare cinque minuti per ciascuna delle sedici sale (sì, in totale fa quasi un’ora e mezza), non perdetevi questa mostra. Dietro l’apparenza innocua e reboante della grande monografia e dei “prestiti eccezionali” si cela, grazie a una semplice inversione cronologica, un’originale riflessione sul genio artistico. Il genio che tutti celebriamo soprattutto quando è morto e ci manca, perché forse la sua funzione precipua è proprio il mancare, al pari del coniuge ricco, che non è mai così benvoluto come quando se ne può denunciare la scomparsa.

La buona scuola

giugno 8, 2020

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La forma delle parole disegnate negli anni ’80 dai Draghi Locopei, i ragazzi della scuola media di Novara intitolata a Gianni Rodari.

Quando camminammo sull’acqua

giugno 4, 2020

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L’alba in aereo

maggio 22, 2020

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L’alba in aereo l’ha dipinta Rothko.

Il chewing gum degli occhi

maggio 21, 2020

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Una quarantena di SVOD chiarisce in modo evidente che le serie TV sono il chewing gum degli occhi.

Accostamenti giudiziosi

maggio 21, 2020

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Ogni volta che rileggo Anna Karenina spero sempre che non si ammazzi. Ma forse è solo questione di accostamenti. Come faceva Ettore Scola, che prestava grande cura alla posizione dei libri della sua libreria, e infatti ripose Cervantes accanto a Tolstoj pensando che se vicino ad Anna Karenina c’era Don Chisciotte di sicuro quest’ultimo l’avrebbe salvata.

La donna del Rijks

maggio 20, 2020

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Finché quella donna del Rijksmuseum
nel silenzio dipinto e in raccoglimento
giorno dopo giorno versa
il latte dalla brocca nella scodella,
il Mondo non merita
la fine del mondo.

(Wislawa Szymborska)

Piove

maggio 17, 2020

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Piove, un verbo universale, impersonale, senza soggetto, senza chi lo agisca. Già, chi piove? Ma la pioggia lo sa di piovere? A volte mi sembra che caschi dalle nuvole.

Cello model

maggio 15, 2020

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Man Ray and his cello model preparing Le violon d’Ingres (ph. by Mark Arbeit, 1930, with Alice Prin, called Kiki de Montparnasse)